LE TERRIFICANTI AVVENTURE DI SABRINA – RECENSIONE (NO SPOILER)

Ero un po’ riluttante all’idea di sorbirmi un’altra serie TV di stampo teen drama, dopo ELITE e RIVERDALE, ma “Sabrina vita da strega” fu una delle mie sit-com preferite. Bene, dopo il primo episodio di questo reboot, firmato Netflix, ho capito che di quella sit-com non c’è praticamente nulla. C’è la protagonista, Sabrina, mezza strega e mezza mortale, che ha un gatto nero che si chiama Salem, ci sono le due zie, che si chiamano anche loro Hilda e Zelda come nella sit-com anni ’90 e poi il fidanzato, Harvey. Fine. Di uguale ci sono solo i nomi.

Un problema sicuramente mio, visto che, documentandomi, ho scoperto che questo show non è un vero e proprio reboot della sit-com, ma un rifacimento ai nuovi fumetti del 2014 chiamati, per l’appunto, “Le terrificanti avventure di Sabrina”. Può questa spiegazione bastare a farmi ingoiare il rospo? No, ma andiamo avanti.

Nel guardare gli episodi ho avuto come un ricordo della serie televisiva “Salem“, magari però ambientata nei giorni nostri. Serie carina, recuperatela (almeno è carina la stagione 1). Ci sono quindi tutti gli errori comuni sul tema della stregoneria e del folclore, l’osanna a satana, l’odio verso “il falso Dio” dei cristiani e tutte le tetre sfumature di una cosa concretamente inesatta. Visto che le streghe, anche quelle delle moderne religioni new age come la Wicca, sono pagane e a satana non credono, né lo idolatrano. Quelli, magari, sono i satanisti.

Dieci episodi, di questi almeno un paio sono soporiferi. Alcuni sforano addirittura i 60 minuti, un record. Cosa che ti può andare bene quando capita a Trono di Spade, ma quando hai come protagonista una Sabrina, interpretata da un’attrice irritante e incapace, no, ti sale solo l’angoscia.

Il tema principale, metaforico, è comunque il “patriarcato” e il desiderio di “sconfiggerlo” da parte della femminista Sabrina. C’è il padre di Harvey che è il classico idiota di paese burbero e violento, c’è il ministro della chiesa delle tenebre (perdonatemi, non ricordo la dicitura esatta), che nel primo episodio viene presentato come una celebrità rara e inavvicinabile, lo vedremo in tutte le puntate, anche quando non c’entra un cazzo. E poi c’è satana, che viene comunque identificato come un’entità che ha bisogno della sottomissione delle streghe per essere felice. Ti ribelli a Dio e poi campi di debolezze umane così idiote? Parliamo sempre di uno che è andato a prendere il controllo della bambina Regan in L’Esorcista, invece del presidente degli USA grazie al quale avrebbe potuto sferrare un attacco nucleare al mondo, no, non è una cima Saty.

Altro tema è il “bullismo”. Sabrina frequenta due scuole, quella dei mortali, dove una delle sue migliori amiche è vittima di bullismo e la nostra eroina fa di tutto per aiutarla, e la scuola “delle streghe”, dove è lei stessa a essere vittima di bullismo da parte delle “streghe pure”.

Sicuramente belle le atmosfere, le scenografie, i personaggi bui e grotteschi, ma secondo me non basta. Il problema base è la sceneggiatura e l’attrice che interpreta la protagonista, pessima. Di “terrificante”, comunque, non c’è nulla. Forse la virata sull’orrore avrebbe potuto salvarla.

Un aneddoto che mi ha fatto sorridere: in un episodio Sabrina deve verificare se sul suo corpo ha una voglia, quindi porta Harvey, il suo ragazzo che ignora il suo status strega, in un bosco. Si spoglia, lo abbraccia, lo bacia e gli chiede di controllarla per verificare se ha macchie sulla pelle. Ecco, un sedicenne normale, in quella situazione, pensando a una scusa per scopare, avrebbe provato a metterla a 90. Invece lui impassibile che manco Don Camillo.

Guardatelo, è comunque un prodotto di qualità, ma non vi aspettate cose fantastiche.

ps.

Questa serie è ambientata nello stesso “universo” di Riverdale… temo che ci sarà un crossover nelle stagioni successive.

SABRINA PROCEDI!… scusate, l’abitudine!