Nadia Toffa è ancora argomento tabù?

L’argomento Nadia Toffa è da qualche anno tabù, quando ti ammali di cancro le critiche per tutto ciò che hai fatto, fino a 5 minuti prima del malore, passano in secondo piano. È come se una spugna cancellasse tutto, una sorta di riabilitazione, quindi non ci è possibile parlare del -pericolosissimo- esperimento nel laboratorio Nazionale del Gran Sasso in Abruzzo, che è stato al centro di un servizio delle Iene (per i dettagli sulle “critike”, di noi poveri babbani, potete cliccare QUI). Ma, ora che Nadia dice di essere guarita, possiamo parlare di alcune sue recenti affermazioni?

Due giorni fa Nadia ha comunicato l’imminente uscita del suo libro con un tweet un po’ criptico.

Una signora non apprezza la parola “dono”.

Quindi non è lei che ha scritto una cazzata o si è espressa male, sono tutti gli altri a essere ritardati.
Un utente le commenta, in maniera pacata, quanto segue:

Lei quindi replica in questo modo:

Che significa, Nadia, che dipende da noi? Se ce l’hai fatta tu, evidentemente, c’erano le condizioni, nel tuo caso, per farcela. Può dipendere da noi fare spesso i test e le analisi, ma nel tuo caso, se ben ricordo, te ne accorgesti in seguito a quel malore a Trieste del dicembre scorso e non grazie a delle analisi preventive, o sbaglio? Quindi di cosa stiamo parlando? Se una persona si becca un cancro aggressivo e asintomatico, di chi è la colpa?

La massima poi arriva qui:

Alla bestialità “ogni tumore è uguale” una studentessa di medicina le risponde sarcastica:

Ed è qui che Nadia risponde dando il meglio:

Nadia, tanti auguri di pronta guarigione e congratulazioni per il libro.

EDIT:

A 48 ore dalla pubblicazione dei primi Tweet non è stata annunciato nessun furto dell’account Twitter e nessun collaboratore maldestro, ergo è lei.