IL SOGNO AMERICANO

È il sesto anno consecutivo che vorrei partecipare alla lotteria per l’assegnazione della Green Card USA. Ormai è diventato un rito e non ricordo neanche qual era il progetto di partenza che avevo quando ci provai la prima volta. Ero da poco stato a New York e la differenza con Salerno fu vagamente percettibile. Anche se a luci di Natale non ci batte manco il villaggio di Santa Claus in Finlandia.
Partecipo quindi anche adesso, l’estrazione sarà come di consueto a maggio, benché io sia perfettamente consapevole che, in base alle possibilità di sorteggio, è più probabile avere un infarto. Potete partecipare anche voi cliccando QUI (adesso, 16 ottobre, pare che il sito sia in manutenzione), occhio alle truffe. La partecipazione è gratuita, ma ci sono siti web che chiedono soldi, questo da me indicato è quello ufficiale.
Mi piacerebbe ambientare lì il mio blog e quindi la mia vita. E non come fanno altri blogger, di mia conoscenza, che vanno a Manhattan in vacanza e invece, sui loro social, millantano un chissà quale prestigioso impegno lavorativo internazionale. Quando poi, qui in Italia, li trovate alla sagra della sugna a vendere pannocchie. O peggio ancora i mentecatti che su Facebook avvisano “trasferimento a NY” solo per andare lì a fare un corso d’inglese di 10 giorni.

Inoltre ci devo tornare per poter fare una faccia di schiaffi al responsabile del Marmara Manhattan Hotel che nel taxi, oltre alle mie valige, ci mise pure quella di un certo Rodrigo Pena del Portogallo. Così, quando arrivai all’aeroporto JFK, mi ritrovai con un bagaglio in più che non potevo imbarcare, né abbandonare. Rischiando quindi di perdere l’aereo e tutte le coincidenze. È meritata quindi.

Mi diverte di New York la possibilità di beccare per caso location di film famosi. Un giorno camminando per Wall Street con un’amica, mi ritrovai a passare sotto alla statua di George Washington, mi bloccai.

“Ma questo è il punto in cui Oda Mae Brown dà l’assegno alle suore! Perché non siamo vestiti di fucsia?!”

Non credo che potrò mai abituarmi ai wc però. Lì quando scarichi si riempie tutto d’acqua fino all’orlo massimo, facendoti godere di un panorama mozzafiato, per poi risucchiare tutto giù. Nel film “Mamma ho perso l’aereo 2” uno dei ladri, per spegnere l’incendio che Kevin gli fece sbucare sul cappello, infilò la testa in un wc pieno di benzina. Mi ero sempre chiesto come non si fosse insospettito nel trovare un wc così pieno, poi ho realizzato che lì è la norma.