TRE BUONE NOTIZIE

Così ardente, così piena di vita. Questo è uno di quei giorni in cui il mio ateismo è molto combattuto, il tuo sogno si è avverato? No, il mio sogno è poter accedere a una macchina del tempo per poter tornare al 1970 e dire a mio padre “Apri un centro copie fuori a una facoltà universitaria”… e ciò non è ancora accaduto. Quindi? Diciamo che i nodi vengono al pettine, il pettine toglie le piattole, le piattole sono pucciose.

Tanto per iniziare si andrà a processo contro la persona che, due mesi fa, su Facebook, minacciò direttamente una bambina di morte (mia nipote), solo per risultare divertente e spassoso. Che ridere. Motivo di grossa ilarità anche di recente su Twitter, il mio legale avrà di che approfondire a riguardo. Non sappiamo chi sia, ma lo saprà la postale, questo ci basta. Alla prima udienza porterò dei confetti a forma di vagina “romanticissimi”. Ovviamente ci sarà tolleranza zero anche verso tutti quelli che associano il mio nome verso accuse infondate di truffe e simili, ma per loro c’è un’ottima notizia: aiuteranno il prossimo. Possono dunque essere lieti di donare la loro malignità verso una buona causa. Come già detto: tutti i risarcimenti che arriveranno (e arriveranno) dal primo settembre 2017 in poi andranno tutti a Cure2Children, una onlus che si occupa di bambini malati di cancro. Fa onore quindi aiutare il prossimo semplicemente difendendosi.

Secondo motivo di gioia: il cuscino della fecondità, quello a forma di vagina con il pupazzo che ne usciva appeso a un filo, era una trollata. Bufala scoperta oggi, cosa che ci fa parzialmente riacquistare fiducia nell’umanità. Pare che esista davvero, ma che non sia opera di una pancina italiana, ma di un’americana. Quindi qualcuno l’ha spacciato per proprio qui nel Bel Paese, forse per riprodurlo, forse per riderci su, non sappiamo, né mi interessa approfondire. Come dico sempre, da quando ho fondato la pagina in verità, non c’è modo di appurare la veridicità dei post scritti nei gruppi e nelle pagine, questo perché le generalità di chi li posta è anonima. Potrebbero essere veri, potrebbero essere invenzioni delle amminsitratrici per creare dibattito, potrebbero essere miei followers che mirano a essere poi condivisi da me, può essere tutto. Un po’ come la bambina vestita da Vergine Maria per il suo compleanno, non era italiana, ma brasiliana. Non era una demenza nostra, ma estera. Interessa a qualcuno? Siamo, per caso, una comunità di antropologi che aspira al premio Nobel? No. Io sono un giornalista? No. Condividere roba anonima per riderci su è reato? No. Quello su cui però si può garantire è la veridicità dei commenti, visto che le censurine nere su quei nomi ce le mette il sottoscritto e spesso e volentieri i profili me li vado a cercare per inorridire nel mio privato. Se io entrassi in un gruppo pubblicando la foto di un’auto a forma di vagina creando una discussione di 30 commenti di donne entusiaste, il problema è il post troll o chi lo apprezza non arrivandoci? Non mi era ancora balenata l’idea, ma potremmo sperimentarla. Comunque se altri dovessero captare post “fake” sono pregati di avvisarmi VIA EMAIL a info@ilsignordistruggere.com, così da farne un comunicato per la gioia dei poco brillanti.

Odio usare una parola tanto cara alle pancine, che però qui calza a pennello: l’invidia. Che è il peggiore dei sette peccati capitali e questo lo so perché li colleziono tutti.

Il terzo? Mi sono rimesso in pari con Fear Walking Dead e dopo aver visto tutti gli episodi, fino ad ora trasmessi qui in Italia della stagione 3, lo posso dichiarare: una cagata pazzesca.