IL SOGNO DELLA REGRESSIONE INFANTILE

Mi considero una persona con la mentalità molto aperta. Non apprezzo molto il feticismo, per un mero gusto personale, però non giudico chi lo apprezza. Semplicemente non mi faccio coinvolgere da chi lo reputa indispensabile.

Oggi ne scopro un tipo di cui non avevo mai sentito parlare: la regressione infantile volontaria.

Si tratta di un particolare feticismo che spinge l’adulto verso una condizione di regressione infantile, infantilismo parafilico, meglio denominato come autonepiofilia.

Una casa viene attrezzata con giochi e strutture tipiche di un asilo infantile, le persone si spogliano, indossano dei pannolini, poi arrivano le organizzatrici nel ruolo di “maestre”, che distribuiscono i biberon pieni di latte, ciucci, merende e si trascorre così il pomeriggio. Con fogli da colorare, pannolini da cambiare se “utilizzati”, e con le maestre che raccontano fiabe, mentre i clienti rispondono con suoni verbali tipici della prima infanzia.

Pare che negli USA sia una pratica molto popolare, e in Italia? C’è un’associazione Adult Baby Nursery Italia che organizza veri e propri eventi itineranti. Nell’evento di dicembre organizzato a Roma, è possibile apprendere qualche altro dettaglio in merito ai pannolini:

[su_quote]Il cambio è previsto una volta per visita, la maestra che provvederà al cambio ed all’igiene del piccolo amico sarà scelta a propria discrezione. Le maestre saranno vigili ed attente e, qualora ci sia bisogno di cambiare il pannolino, saranno pronte a portare il piccolo ospite nell’area apposita. Siamo felici di lasciare i pannolini pesanti o sporchi a chi ce lo chiede, resta inteso che se eventuali odori o perdite degli stessi creino fastidio a qualunque ospite o maestra il cambio diventa d’obbligo. Chi non rispetterà questa norma sarà allontanato immediatamente e non sarà più possibile per lui/lei rientrare in asilo.[/su_quote]

Sulla loro pagina Facebook è possibile guardare alcune foto degli incontri.

Apprendo che il 23 ci sarà una data a Napoli. Quasi quasi…

Qui un video (in inglese) sull’argomento.