I MORTI DI SERIE “A”, I MORTI DI SERIE “B”

Può sembrare un argomento semplice, ma non lo è affatto. Generalizzare è pane per i populisti che inneggiano a folle di analfabeti funzionali. Non esistono soluzioni semplici. Il mio unico rimpianto è quello di non aver organizzato una vacanza in Siria nel 2010, prima dello scoppio della guerra civile. Su YouTube ci sono diversi video di vacanze in quei luoghi, prima che tutto venisse distrutto. Sono notoriamente ateo, ma probabilmente sarei andato con piacere anche a visitare il paesino arroccato sui monti dove si parla (o forse parlava) ancora l’aramaico antico ed era possibile ascoltare la messa, il Padre nostro, l’Ave Maria, nella lingua di Cristo. Il mio realismo mi induce a pensare che tutto ciò ora sia polvere. Avrei visitato anche Palmira, la Paestum siriana, ormai ridotta in macerie dai fondamentalisti islamici dell’ISIS. Sarei andato al gran bazar di Damasco. Sarei andato in un liceo di zona per essere idolatrato, per quanto strano possa sembrare agli occhi di noi occidentali continuamente esposti dai media all’immagine dell’arabo assassino, i giovani di quelle terre hanno grande ammirazione nei confronti degli europei. Amici capitati in Giordania, Iran, Palestina, venivano bloccati per strada per un saluto o per scattare una foto insieme. L’eccezionalità del turista europeo è molto apprezzata. Certo, magari non oggi nei territori a rischio, ovviamente. Ma io ho letto diari di viaggio da far accapponare la pelle dallo sconcerto. Lessi di una coppia in vacanza in Iran. I due si trovavano in una stazione ferroviaria di una piccola cittadina, davanti a loro solo ed esclusivamente cartelli e indicazioni in persiano. Una coppia di iraniani li fermò passando loro un telefono cellulare. Al telefono c’era una signora, sempre iraniana, che parlava inglese. La donna al telefono fece da tramite per aiutare i due turisti ad avere indicazioni sul dove andare e che treno prendere. Non si erano mai visti prima di quel momento. Immaginiamo la stessa scena qui per favore… semplicemente inimmaginabile.

A Parigi sono morte 129 persone, l’estrema destra è scesa in piazza per cavalcare l’onda, i parigini, le persone perbene li hanno mandati a cagare. Quello che è successo non ha cambiato di una virgola il mio punto di vista sull’immigrazione. In Italia invece cosa abbiamo? Ovunque io clicchi, su Facebook, trovo oscenità dialettiche. C’è da dire però che le condivisioni dei post di Salvini sono utilissime, perché grazie a esse possiamo capire di chi liberarci. La nostra vita non deve avere personaggi turpi che la circondano. Nel panorama italiano però abbiamo:

Belpietro che scrive a caratteri cubitali “BASTARDI ISLAMICI”, come se sopra a un articolo sulla mafia trovassimo scritto “BASTARDI SICILIANI”, questo il 14 novembre giusto per chiudere al meglio la giornata della gentilezza. È fondamentale che gli analfabeti funzionali, notoriamente inclini all’acquisto di carta straccia tipo “Libero”, assorbano come spugne il parallelismo: terroristi assassini = islamici.

Sallusti che in diretta tv legge un passo violento del Corano. Questo perché ovviamente la Bibbia è un libro leggerino e umoristico dove la violenza non c’è, ma incolliamole due righe della parola del Dio dei cristiani:

[su_quote]Salmo 21:9 La tua mano raggiungerà ogni tuo nemico, la tua destra raggiungerà chiunque ti odia (…) Dio li consumerà nella sua ira, li divorerà il fuoco. Sterminerai dalla terra la loro prole, la loro stirpe di mezzo agli uomini.[/su_quote]

Salvini che ovviamente in Siria, all’ISIS, invierà cesti di frutta, per via di tutti gli ebeti che riesce ad attirare nella sua tela con la propagande dell’odio. Il problema per Salvini sono i buonisti, quelli che dicono sì ai barconi di profughi in fuga da quei luoghi (che sarebbero le persone nei video linkati qui sopra). Che poi, pare si sia accertato che i profughi e i barconi non c’entrerebbero un cazzo con quel che è successo a Parigi, però vabbè, pure se si è dimostrato il contrario bisogna ugualmente parlarne. Perché è proprio l’ISIS a dire che su quei barconi ci sono i loro discepoli. L’ISIS, un nome una garanzia. Il fatto che i terroristi vogliano bloccare loro per primi gli sbarchi è un caso. Chissà perché ci avvisano di questo pericolo, addio effetto sorpresa. No? Sui barconi potrebbero esserci dei terroristi? Sì, certo. Questo è possibile, così come è possibile che io domani mi faccia esplodere a piazza San Pietro. I terroristi su quei barconi le armi e la dinamite non ce le possono portare, ergo dovrebbero trovarle qui sul posto. Un italiano avrebbe migliori possibilità, basta pagare qualcuno della camorra locale ed ecco risolto il problema. Quindi di cosa stiamo parlando?

DJ ANICETO“… il suo post su Twitter ha fatto scalpore.

Questo perché, ovviamente, se ci fosse stato un concerto delle suore di sister act l’attentato sarebbe stato ancora più grave. Che poi il gruppo in questione non suona neanche quel tipo di musica denunciato. Ma citiamo a caso una frase di Uberto Eco:

[su_quote]I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar.[/su_quote]

I mentecatti che condividono le frasi della Fallaci. Gente che fino a ieri manco sapeva chi fosse Oriana Fallaci.

[su_quote]Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici.[/su_quote]

Non sapevo che le brigate rosse fossero composte da musulmani. Quindi anche la frase “Non tutti gli italiani sono mafiosi, ma tutti i mafiosi sono italiani” per fine logica, dovrebbe significare lo stesso. O avere la stessa valenza.

I rompicazzo che hanno da ridire sulla bandiera francese. Non esistono i morti di serie “A”, né i morti di serie “B”. Non per me. Ho messo anch’io la bandiera francese, cosa che invece non ho fatto per la bandiera arcobaleno (sebbene io sia totalmente favorevole ai diritti civili), questo per dire che non seguo “le mode” o i “dettami” di Facebook. Per avere chiarimenti sul perché Facebook abbia deciso per la bandiera francese e non per quella dei morti siriani, oppure per quelli in Kenya o una foto di Di Caprio per quelli del Titanic, bisogna contattare il servizio clienti Facebook. Non devi sciare sulle palle a me. Perché se gli ebeti sono convinti che io abbia “seguito” un dettame di Facebook distinguendo i morti, da questo Facebook dovrebbero cancellarsi. Facebook è una casa. Se in questa casa il padrone promuove un qualcosa di riprovevole per me, non mi limito a non seguire il suggerimento, lascio proprio l’abitazione. La coerenza miei cari, come è difficile quando si dice “A” e si fa “B”.

I vegan-animalari fanatici. Sembrava incredibile, ma anche in questa occasione hanno avuto qualcosa da dire. Anche se l’argomento non sono gli animali. Ormai non si hanno più freni, né decenza.

Ho letto frasi tipo: “quello che è successo a Parigi, nei mattatoi succede ogni giorno” … “tra i morti comunque non c’erano vegani, ma i mangiacadaveri”.

Alcune persone hanno anche creato immagini a tema, un esempio.

 Qui di seguito un video che consiglio sulla storia della Siria.

L’Italia è sicura? No, non credo lo sia. Si parla di tenere d’occhio i punti strategici, come la stazione Termini o il Colosseo. Ma a Parigi è successo tutto in un teatro, in uno stadio, per strada, non sulla torre Eiffel. Basta la folla, a questo punto anche un concerto della Pausini sarebbe da tenere sotto controllo, come fai? I bombardamenti sulla Siria sono necessari? Pare di sì, ma le bombe fanno distinzione tra terroristi e civili? Ovviamente no. In bacheca su Facebook ho visto già almeno 4 video di bambini siriani in lacrime dopo i bombardamenti. Come dicevo a inizio post, non è semplice.